venerdì 14 gennaio 2011

Modifiche al “Piano casa”. L’intervento in Aula di Raffaele Bucciarelli

(Seduta dell’Assemblea legislativa delle Marche del 14/12/2010)

Raffaele BUCCIARELLI. “Credo che la proposta di discutere nuovamente questa legge attraverso le modifiche illustrate, debba ricordarci quanto giusto sia il detto “errare è umano, perseverare è diabolico”.
Io ho apprezzato il tono pacato, quasi dimesso, del relatore di maggioranza nell’illustrare questa modifica di legge del cosiddetto, come diceva lui, piano casa. È giusto parlare sottotono perché veramente il piano casa già era di per sé un obbrobrio sul piano giuridico e altrettanto sul piano normativo – poi vi spiegherò il perché. Un esempio calzante, per rendere bene l'idea di ciò di cui parliamo, è quello di un agricoltore che difende con un bel recinto il suo pollaio, la volpe va lì protesta perché il recinto è troppo solido, protegge troppo i polli e allora l’agricoltore apre il pollaio. Questo è quello che ci viene proposto oggi. Ma voi avete ma visto un agricoltore fare così? Eppure l’Assemblea legislativa oggi ampia le maglie del primo cosiddetto piano casa perché non avrebbe funzionato, troppi lacci, troppi laccioli, hanno protestato i costruttori, hanno protestato i progettisti. Mentre gli agricoltori che abbiamo ricevuto martedì scorso non hanno affatto protestato per il fatto che non si edifichi abbastanza. Essi hanno chiesto ben altro che gli ampliamenti e i recuperi delle case coloniche in campagna.
Il piano casa nasce nel 2007 con il Governo Prodi, 550 milioni previsti di spesa. Ed era un piano  che doveva servire al fabbisogno di chi non può permettersi di costruire la casa, quindi in particolare la parte di popolazione meno abbiente. Con l’avvento di Berlusconi nel 2009 dei 550 milioni ne scompaiono 350, ne restano 200, e il 20 marzo 2009 il Governo Berlusconi stipula un accordo con le Regioni nella Conferenza Stato-Regioni, dicendo: “il Governo produrrà una normativa quadro all'interno della quale voi potrete operare, sarà compito, quindi, dell’autonomia regionale approvare le varie leggi”.
Il Governo Berlusconi non ha mai prodotto questa legge quadro, ma le Regioni pur in assenza di una quadro di riferimento, hanno legiferato, per cui se il Governo fosse serio dovrebbe impugnare tutte le leggi regionali in quanto illegittime. E’ per questo che parlavo di obbrobrio giuridico. Ma il Governo non può farlo perché esso stesso è inadempiente. Intanto, ripeto, le Regioni, più realiste del re,  hanno legiferato, con l'illusione, mai verificata, di rilanciare con l'edilizia un'economia in ginocchio.
In una realtà nazionale dove c’è un incremento demografico dal 2001 al 2008 dello 0,4% della popolazione c’è una crescita della urbanizzazione di zone agricole pari al 15%, cioè, rispetto a una crescita demografica e a un fabbisogno che è quasi zero le Regioni hanno ampliato di 37 volte circa la possibilità di urbanizzare.
E questo in assenza totale di una normativa sul regime dei suoli. Voi sapete che l’ultima normativa che riguardava l’intervento del governo generale dei suoli, la cosiddetta legge Bucalossi, è del 1977 e l’intervento del pubblico a difesa dei beni comuni, come il paesaggio e la terra,  a difesa dei bisogni generali delle comunità, è stato di fatto frenato, bloccato, con la dichiarazione di anticostituzionalità sui metodi di esproprio delle aree. Dunque da quel momento prateria aperta, possibilità di intervenire con tutti quegli obbrobri che gli organi di stampa ci ricordano ogni qualvolta si verifica un evento atmosferico più forte che subito si trasforma in una calamità naturale. Le nostre coste sono cementificate a dismisura. Ci sono illeciti edilizi a più non posso in tutte le regioni italiane, anche nelle Marche, pur se siamo tra gli ultimi. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio è sulla carta. La Regione Marche ha aderito alla Convenzione europea per il paesaggio, ma riproponiamo questo ampliamento che la mortifica e la vanifica.
In pratica si può dire che questa è una legge che mette in mora la normativa generale. La mette in mora per un anno, per un anno e mezzo? Non interessa, resta il fatto che l’Assemblea legislativa è chiamata, anziché ad affrontare una tematica generale in modo complesso e complessivo, a dare la stura agli appetiti dei costruttori e degli speculatori.
Quindi, dicevo, noi interveniamo di nuovo, puntualmente, casualmente, il 20%, le distanze, zone alluvionate, ecc., senza una pianificazione generale ma con provvedimenti che non sono nient’altro che artifizi che allungano il grande dramma del rapporto di questo paese con il suo paesaggio, di questo paese con la necessità di una gestione sana di un bene collettivo, di un bene comune come appunto è un paesaggio.
Pertanto, facendo così, operando in questa maniera e sotto pressione dei costruttori siamo in pieno berlusconismo, perché permettiamo a chiunque abbia una casa di ampliarla; quindi a casa mia, diceva Berlusconi, comando io, nessuno deve entrare!
E’ questa sul piano culturale la logica che sta avanzando e che viene favorita a discapito dell'interesse generale e sospendendo temporaneamente, ripeto, le normative nazionali per quanto riguarda la materia delle edificabilità.
Noi non possiamo quindi essere d’accordo su questo percorso, non possiamo esserlo perché, ripeto, è lo sposare totalmente la logica berlusconiana che dice “chi è più forte può fare, chi è più debole non farà niente”. Tanto è vero che parlando privatamente con alcuni Consiglieri di maggioranza questi dicono: “tanto approviamo sì una legge ma non servirà a niente perché per modificare l'esistente ci vogliono troppi soldi”. Allora non approvatela, votate contro! Altrimenti perché la votate? Perché la realtà è diversa: voi sapete che c'è chi, dotato di adeguate risorse finanziarie,  trasformerà case e ruderi e casolari di campagna in bei residence, in ville, ecc.. E poi chi pagherà i servizi come il rifornimento idrico, il trasporto scolastico di chi andrà ad abitare lì? La collettività!
Ecco il nuovo che avanza grazie a questa nuova maggioranza, l'esperimento Marche comincia a dare i suoi frutti: privatizziamo l’utile e socializziamo le perdite.
Dunque su questa strada noi Comunisti non ci staremo, voteremo contro questa norma, a prescindere da come sia stata e sarà edulcorata! Sentiremo certamente dire - la lingua italiana è maestra, è un grande strumento! - nei vari interventi: “salvaguardiamo il territorio”, “possiamo incrementare fino a 200 mc tutte le case in campagna però salvaguardiamo il territorio” ecc. ecc.. Ma qualcuno dovrà pure spiegarmi se c’è contraddizione o meno in queste ipocrite affermazioni.
Se approverete questa legge diventerà poi irrisorio e irrispettoso nei confronti dei marchigiani discutere ancora di salvaguardia dell’ambiente, di salvaguardia del territorio, di regimazione delle acque, di salvaguardia delle coste, perché sarete proprio voi i primi a provocare le condizioni per arrecare danno ai nostri monti, colline e pianure”.

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