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mercoledì 9 aprile 2014

No alla centrale biogas di Poggio San Marcello

Raffaele Bucciarelli: “Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione all’unanimità della Mozione, di cui sono cofirmatario insieme ai consiglieri Badiali, Cardogna e Giancarli, che nega l’autorizzazione a costruire la centrale biogas di Poggio San Marcello. La tutela del paesaggio e dei prodotti di qualità della nostra regione è fondamentale, per questo è bene dire no alle speculazioni economico-finanziarie, al fine di difendere i nostri beni territoriali e la cultura del lavoro”.


 

TESTO DELLA MOZIONE


L’ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLE MARCHE
Premesso:
che è stata ipotizzata la realizzazione di un impianto a biomasse alimentato ad oli
vegetali dalla potenza di 3,9 Mwe in località Coste di Poggio San Marcello;
che l’impianto dovrebbe sorgere in un territorio vocato alla produzione di vini di qualità
ed in particolare del Verdicchio riserva DOCG, che costituisce una delle assolute eccellenze
enogastronomiche della regione Marche;
che alla luce delle considerazioni sopra indicate la collocazione dell’impianto sarebbe
contraria a quanto previsto dalla Deliberazione del Consiglio regionale n. 62 del 2013,
(Adeguamento del “Piano energetico ambientale regionale”, Deliberazione del Consiglio
regionale 16 febbraio 2005, n. 175, alla normativa “Burden sharing” ed individuazione delle
aree non idonee all’installazione di impianti a biomassa e a biogas), con particolare
riguardo alle prescrizioni contenute nella TAB A.4 (Aree particolarmente sensibili e/o
vulnerabili alle trasformazioni territoriali o del paesaggio), codici 8.1 e 8.2;
Tutto ciò premesso e considerato,
SOTTOLINEA
la propria contrarietà alla realizzazione del progetto, in quanto non compatibile con un
modello di sviluppo territoriale, economico e sociale basato sul rispetto del territorio e del
paesaggio e delle sue eccellenze agricole ed in particolare vitivinicole.


giovedì 13 marzo 2014

Intervento in aula del consigliere Bucciarelli (11/03/2014)


Intervento del Consigliere Raffaele Bucciarelli in risposta all'Assessore Maura Malaspina.
Il Consigliere ribadisce le critiche verso l'operato dell'Assessore in merito alle politiche dell'agricoltura e rimarca l'importanza del dialogo e del confronto con gli operatori del settore.

venerdì 30 marzo 2012

INTERROGAZIONE Oggetto: Tutela del vino Verdicchio

Il sottoscritto Consigliere

ricordato
che il vino Verdicchio è indubbiamente il vino simbolo delle Marche ed ambasciatore nel mondo oltre che il terzo vino bianco più esportato con 7,5 milioni di bottiglie su 14 milioni prodotte;
appreso
che le Marche hanno purtroppo perso l'esclusiva di questo prestigioso prodotto in quanto, tra le altre, anche l'Emilia Romagna produce un “Rubicone Verdicchio I.G.T.” che certamente sarà un forte competitore del nostro vino con gravi ed incalcolabili danni per i nostri produttori di Verdicchio;
atteso
che vengono spesi diversi milioni di euro per la promozione e tutela del nostro vino e che sono state istituite con legge due enoteche regionali;
chiede di conoscere
  1. le attività svolte dalle due enoteche con relativi rendiconti economici;
  2. quali siano le motivazioni per cui il Verdicchio non è stato adeguatamente tutelato e di chi sia, eventualmente, la responsabilità;
  3. se e come intende intervenire per recuperare questa grave situazione.
Raffaele Bucciarelli

Dichiarazione del consigliere Raffaele Bucciarelli

Il fatto che la Romagna ha clonato il Verdicchio è l'ennesimo esempio di come la Regione Marche non sa, non dico valorizzare, ma difendere le proprie eccellenze. Cosa che invece sanno fare molto bene le altre regioni italiane.
Il Verdicchio è il vino principe delle Marche e rappresenta una grande percentuale elle esportazioni argoalimentari marchigiane. Esso o è dei “Castelli di Jesi” o di “Matelica” e come tale non va difeso solo oggi ma la sua tutela andava realizzata prima. Ora si...chiude la stalla quando i buoi sono scappati.
Il fatto, comunque più preoccupante a mio modesto avviso, è che sembra essersi affermata nelle Marche la cultura secondo la quale una volta distribuiti i fondi dell'Unione Europea per lo sviluppo rurale, per gli agricoltori non ci sia niente altro da fare.
Non è così e non è corretto dare agli altri (le proposte norme U.E. sulla liberalizzazione degli impianti di vitigni) colpe che sono della superficialità e della mancanza di politiche lungimiranti a difesa, in questo caso, del miglior vino bianco italiano.
I nostri produttori vitivinicoli vivono un momento molto, molto difficile sul piano economico e delle prospettive.
Non è stato certo incoraggiante per loro, al VINITALY di Verona ascoltare il giudizio di acquirenti e importatori che paragonavano il Verdicchio dei Castelli di Jesi o di Matelica con quello romagnolo, comunque lo si chiami!
Su questa poco edificante vicenda ho presentato comunque una Interrogazione in Consiglio regionale affinchè se ne parli nella sede ove si dovrebbero elaborare ed approvare anche le misure per tutelare i nostri prodotti agricoli.

lunedì 30 gennaio 2012

Il Consigliere Bucciarelli con gli acgicoltori

Raccogliendo le preoccupazioni provenienti dal mondo agricolo ho depositato oggi una mozione che impegna la Giunta regionale ad attivarsi presso gli organismi competenti (in particolare il Parlamento e l'Anci) affinchè, nell'applicazione della nuova imposta IMU, si tenga conto della specificità delle imprese agricole, della loro rilevanza nel tessuto economico regionale e del ruolo che esse svolgono nella salvaguardia della sicurezza alimentare, della difesa, qualità e tipicità delle produzioni e nel controllo e nella tutela del territorio. La richiesta di applicare l'IMU alle aliquote più basse alle imprese agricole, evitando tra l'altro elementi di incertezza e disparità a seconda dei territori comunali è indispensabile al fine di evitare un altro pesantissimo colpo ad attività già messe spesso in gravi difficoltà dalle condizioni del mercato e dalla crisi economica, alle quali invece, anche per le funzioni da esse svolte e sopra ricordate, le istituzioni dovrebbero dare tutti gli strumenti necessari alla sopravvivenza e al rilancio. Si allega il testo della mozione.

Raffaele Bucciarelli
Presidente del Gruppo consiliare regionale
Federazione della Sinistra (PdCI-PRC)

martedì 24 gennaio 2012

Proposta di Legge regionale A iniziativa dei Consiglieri: Bucciarelli, Giorgi “Modifiche ed integrazioni alla Legge regionale 23 febbraio 2005, n. 6 (Legge Forestale Regionale)”

Signori consiglieri,
la presente proposta intende integrare la legge regionale forestale n. 6 del 2005 con disposizioni che regolino la riconversione di cedui castanili in castagneti da frutto e viceversa al fine di potenziare un settore agricolo tradizionale nelle Marche con vantaggiose conseguenze di carattere economico, paesaggistico e ambientale.
I castagni, i cui frutti rivestono un ruolo apprezzabile nel panorama gastronomico regionale e nazionale, possono considerarsi una delle più importanti specie agroforestali da frutto italiano: Le varietà autoctone che sono le più diffuse della nostra regione sono le castagne delle macchie di Colli di San Ginesio al confine del territorio del Comune di Sarnano e delle Fornacette del Comune di Sant'Angelo in Pontano mentre per i marroni di ricorda la pregevole varietà locale del Marrone di Pian di Pieca del Comune di San Ginesio e di altre località prossime all'ascolano.
Le varietà introdotte di recente che hanno dato pregevoli risultati sono il Marrone di Castel di Rio, il Marrone di Zocca e la Buoche de Bètizac.
In primo luogo con la presente proposta si intende fornire una specifica definizione del castagneto da frutto in attualità di colture come un impianto specializzato per la produzione di frutti e costituito da piante prevalentemente coetanee, la cui altezza non superiore a 6 metri, con sesto regole anche naturaliforme per gli impianti esistenti e non superiore ai metri 5 x5 per i nuovi. La proposta precisa in particolare come tale impianto vada sottoposto a cure culturali con cadenza almeno annuale e come esso debba essere idoneo alla raccolta dei frutti con mezzi meccanici.
La proposta prevede inoltre che la conversione dei cedui castanali in castagneti da frutto, e viceversa, venga realizzata sulla base di un progetto di miglioramento del Servizio Agricoltura, Forestazione e Pesca della Regione. Tale progetto deve comprendere gli aspetti fitopatologici, la pianificazione territoriale vigente nell'area, il periodo transitorio di gestione e deve prevedere la conversione graduale per superfici di limite dimensioni con l'utilizzo di tecniche a basso impatto paesistico.
Nella proposta è previsto infine che le Comunità montane, o qualora i castagneti non siamo compresi nel territorio della Comunità montana, la Provincia, effettuino un censimento di alberi.
Nel contesto generale del territorio montano, in cui si collocano i boschi di castagno, tale proposta rappresenta un valido presupposto per il recupero e la valorizzazione delle superfici boscate, al fine di evitare in tal modo la trascuratezza e l'abbandono dei cedui di castagno più o meno invecchiati.
La proposta si compone di tre articoli:
il primo apporta una modifica all'articolo 2 della l.r. 6/2005,
il secondo inserisce l'articolo 12 bis alla l.r. 6/2005;
il terzo articolo riguarda le disposizioni transitorie.
Art. 1
(Modificazione all'articolo 2 della l.r. 6/2005)


1. La lettera h) del comma 1 della legge regionale 23 febbraio 2005, n. 6 (Legge forestale regionale) è sostituita dalla seguente:
“h) castagneto da frutto in attualità di coltura: un impianto specializzato per la produzione di frutti costituito da piante prevalentemente coetanee, di altezza non superiore a 6 metri, con sesto regolare anche naturaliforme e, per i nuovi impianti, con sesto non superiore a metri 5 x 5. Tale impianto va sottoposto alle  ordinarie cure colturali con cadenza almeno annuale e deve essere idoneo alla raccolta dei frutti con mezzi meccanici”.



Art. 2
(Inserimento dell'art.12 bis alla l.r. 6/2005)

1. Dopo l'articolo 12 della l.r. n. 6/2005, è inserito il seguente:
“Art. 12 bis (Conversione dei castagneti)
1. La conversione dei cedui castanali in castagneti da frutto, e viceversa, è realizzata sulla base di un progetto di miglioramento e ricostituzione boschiva approvato dalle competenti strutture decentrate del Servizio Agricoltura, Forestazione e Pesca della Regione, che considera gli aspetti fitopatologici, la pianificazione territoriale vigente nell'area, il periodo transitorio di gestione e prevede la conversione graduale per superfici di limitate dimensioni e con tecniche a basso impatto paesistico.
2. E' sempre possibile la conversione del ceduo matricinato in fustaia”



Art. 3
(Disposizioni transitorie)

1. La Comunità montana provvede ad effettuare il censimento dei castagneti indicati all'art. 1 entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge e ne fornisce comunicazione alla Regione e al Capo Forestale dello Stato. Il censimento è aggiornato a cadenza biennale.
2. Per i castagneti non compresi nel territorio della Comunità montana il censimento indicato al comma 1 viene effettuato dalla Regione.

lunedì 27 giugno 2011

Interrogazione a risposta orale urgente in merito a dotazione di risorse Servizio Fitosanitario

Il sottoscritto Consigliere regionale
ricordato
che la Commissione Europea ha avviato nel febbraio 2009 le procedure di infrazione relative alla tutela fitosanitaria e che a seguito di ciò la Conferenza per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome nell'aprile 2010 ha siglato un'intesa per il potenziamento del Servizio Fitosanitario che prevede per le Marche l'impiego di 22 ispettori, 7 tecnici e 3 impiegati amministrativi:
che l'intesa prevedeva l'avvio delle procedure di adeguamento delle strutture regionali entro un anno dalla firma;
che l'Amministratore Unico dell'ASSAM il 1 marzo 2011 ha dichiarato alla stampa che “sono in atto le procedure con il Servizio Agricoltura della Regione per l'attivazione delle mobilità ed eventualmente l'avvio di concorsi poiché l'organico è fortemente sotto dotato;
chiede di conoscere
l'attuale dotazione di risorse del Servizio Fitosanitario delle Marche;
se le procedure citate dall'A.U. dell'ASSAM siamo state avviate, come e quando e come  il Governo regionale intenda onorare l'intesa sottoscritta con il Governo nazionale.

Raffaele Bucciarelli
Presidente del Gruppo consiliare regionale

Federazione della Sinistra (PdCI-PRC)

giovedì 23 giugno 2011

Interrogazione urgente in merito a presunte spese sostenute dall'Amministratore Unico dell'ASSAM

Gianluca Carrabs
Amministratore Unico ASSAM
Il sottoscritto Consigliere regionale
chiede di conoscere:
1. se risulta vero che l'Amministratore Unico dell'ASSAM (Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche) per le necessità legate alle esigenze di ufficio gode della disponibilità di una Carta di Credito;
2.  se risulta vero che a differenza di tutti i suoi predecessori, si reca settimanalmente almeno una volta, nella Capitale e se sono documentate le motivazioni, dal momento che tali visite risulterebbero, considerato il livello dei ristoranti e Hotels che sarebbero frequentati, alquanto onerose per l'Ente;
3.  quanto ammontano  precisamente fino ad ora i rimborsi spese mensili sostenuti dall'ASSAM per il suo Amministratore Unico e quanto e come, sia stato speso finora con la citata Carta di Credito.
In caso affermativo,
se crede che questo modo di operare accresca il prestigio di cui deve godere il primo responsabile di un'Agenzia regionale così importante o viceversa crei, oltre che legittimo malessere tra tutti i collaboratori, un evidente discredito dell'Agenzia stessa.

Raffaele Bucciarelli
Presidente del Gruppo consiliare regionale

Federazione della Sinistra (PdCI-PRC)

martedì 8 febbraio 2011

Una proposta di legge a sostegno dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) e per la promozione dei prodotti alimentari da filiera corta e di qualità.

Ridurre la distanza tra produttori agricoli e consumatori. E' questo lo spirito con cui ho presentato un'apposita proposta di legge regionale. E' infatti inaccettabile il divario tra quanto incassa l'agricoltore ed il prezzo finito del prodotto applicato al consumatore. Occorre ridurre questa forbice per garantire reddito al primo e qualità ad un giusto prezzo al secondo. I Gruppi di Acquisto Solidale rappresentano oggi una delle forme più incisive per ripristinare un rapporto etico tra mondo del lavoro e mondo del consumo e per questo meritano azioni di sostegno. I comuni possono svolgere un ruolo determinante organizzando appositi mercati per favorire l'incontro tra produttori e consumatori. Particolare attenzione meritano i prodotti biologici di cui le Marche sono tra i primi produttori in Italia. Conoscere i nostri prodotti, le loro qualità, renderli più accessibili significa anche avviare quella attività di educazione alimentare di cui tanto si parla ma per la quale quasi nulla si fa.


Raffaele Bucciarelli
Presidente del gruppo consiliare regionale
Federazione della Sinistra (PdCI-PRC)

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE
NORME PER IL SOSTEGNO DEI GRUPPI D'ACQUISTO SOLIDALE (GAS) E PER LA PROMOZIONE DEI PRODOTTI ALIMENTARI DA FILIERA CORTA E DI QUALlTA'.

Signore Consigliere, signori Consiglieri,
la modernizzazione del sistema agroalimentare, unita all'organizzazione della distribuzione commerciale dei prodotti, ha favorito negli ultimi decenni la crescita ed il progressivo consolidamento di “filiere lunghe”, dominate da imprese di grandi dimensioni, operanti su mercati globali. Le necessità da parte di queste ultime di standardizzazione dei prodotti e di flessibilità nel loro approvvigionamento ha comportato l'omologazione delle produzioni agroalimentari, il deterioramento delle biodiversità ed un sensibile impatto ambientale. Altra, non meno significativa, conseguenza è stata la perdita o quantomeno una drastica riduzione della possibilità per il cittadino – consumatore di esercitare il controllo su quanto acquista e consuma.

venerdì 17 dicembre 2010

L'intervento in Aula di Raffaele Bucciarelli sulla Proposta di atto amministrativo n. 15 “Programma di sviluppo rurale della Regione Marche 2007/2013"

(Seduta dell’Assemblea legislativa delle Marche del 7/12/2010)

Raffaele BUCCIARELLI: "Saluto anch'io i rappresentanti delle organizzazioni agricole che questa mattina ci hanno esposto la loro situazione in modo pacato, democratico e direi anche colto, come accade  da parte di coloro che sanno di cosa parlano. Chi è abituato alla caciara, chi è abituato quasi ai discorsi di osteria, come magari l'onorevole leghista Zaffini, può essere sorpreso, ma certamente non io che vengo da un partito, quello Comunista, che è stato sempre vicino al mondo agricolo e che sa che chi lavora veramente alla caciara preferisce prepararsi e discutere democraticamente.