giovedì 6 ottobre 2011

Fincantieri: il piano indistriale è un ricatto per lavoratori ed enti locali. La Regione si adoperi per salvaguardare i posti di lavoro.

Quanto accaduto nell'incontro dei giorni scorsi tra Fincantieri ed organizzazioni sindacali rende evidente il disegno dell''ad Giuseppe Bono: riesumare quel piano industriale lacrime e sangue per i lavoratori che la imponente mobilitazione sindacale aveva sotterrato solo poche mesi fa. E per ottenere questo risultato l'ad ha scelto la strategia della trattativa sito produttivo per sito produttivo, promettendo un po' di lavoro in cambio di licenziamenti (definiti “eccedenza di risorse umane”) e peggioramento delle condizioni lavorative (definito “recupero di efficienza”), nel tentativo di rompere il fronte della lotta, dividendo i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali e prendendo in ostaggio le istituzioni locali, a cui chiedere, come nel caso della Regione Marche, di sostenere questo progetto e questo percorso, indicato come l'unica via per la salvezza del cantiere di Ancona. E' una trappola per lavoratori ed istituzioni. I primi lo hanno capito rapidamente ed hanno rifiutato questo terreno di confronto rivendicando la convocazione di un tavolo nazionale che discuta dell'assetto complessivo e delle strategie del gruppo, le seconde, a partire proprio dalla Regione, devono farsi parte attiva affinchè quanto chiesto dai lavoratori si realizzi in tempi rapidi. Del resto l'impegno che il Consiglio regionale ha consegnato alla Giunta e al Presidente Spacca è, in questo caso, inequivocabile: adoperarsi per la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali del cantiere navale anconetano, rigettando qualsiasi ipotesi di esubero. Auspichiamo che il Presidente Spacca ottemperi pienamente al mandato affidatogli dall'Assemblea legislativa.

Raffaele Bucciarelli
Presidente gruppo consiliare regionale Federazione della Sinistra PdCI – PRC

Cesare Procaccini
Segretario regionale PdCI

Marco Savelli
Segretario regionale PRC

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