venerdì 17 dicembre 2010

L'intervento in Aula di Raffaele Bucciarelli sulla Proposta di atto amministrativo n. 15 “Programma di sviluppo rurale della Regione Marche 2007/2013"

(Seduta dell’Assemblea legislativa delle Marche del 7/12/2010)

Raffaele BUCCIARELLI: "Saluto anch'io i rappresentanti delle organizzazioni agricole che questa mattina ci hanno esposto la loro situazione in modo pacato, democratico e direi anche colto, come accade  da parte di coloro che sanno di cosa parlano. Chi è abituato alla caciara, chi è abituato quasi ai discorsi di osteria, come magari l'onorevole leghista Zaffini, può essere sorpreso, ma certamente non io che vengo da un partito, quello Comunista, che è stato sempre vicino al mondo agricolo e che sa che chi lavora veramente alla caciara preferisce prepararsi e discutere democraticamente.
Sarei contento di ascoltare l'on. Zaffini a pronunciare lo stesso discorso che abbiamo ascoltato qui nei confronti del suo Ministro all'agricoltura, anzi, del Ministro della Repubblica all'agricoltura Galan – o al suo predecessore Zaia, nobile e famoso sconosciuto in quel di Bruxelles dove non è mai stato! – che l'altro giorno diceva che contro gli OGM non si può far niente perché ormai l'Europa ce li impongono e quindi dobbiamo stare zitti. Sicchè, cari rappresentanti degli agricoltori, l'on. Zaffini dice qui una cosa esattamente contraria a quella che si dice a 250 chilometri di distanza, nel Parlamento italiano e nel Governo italiano. Questo è quello che avviene! Anche ieri, rispetto a ciò  era sulla stampa,  relativo agli O.G.M. non ho visto qualcuno ribellarsi!
Ed io non dico questo per difendere il Governo regionale, ma perché gli agricoltori ci hanno parlato di cose serie. Il nostro è un Paese in cui quotidianamente si consumano 162 ettari di terreno agricolo per costruire. E' un Paese che è stato devastato, tant'è vero che ad ogni temporale un po' più grande si chiede il riconoscimento di calamità naturale. Il mondo agricolo del nostro Paese rischia di essere messo in ginocchio. Tutto ormai viene misurato, e questo lo sappiamo, con gli euro, mentre il lavoro, come diceva Enrico Landi della Copagri, non viene più riconosciuto come tale.
Ed anche il nostro Governo, anche il nostro Presidente della Giunta ad azioni di governo difficili e a volte anche impopolari e dure preferisce usare un linguaggio emozionale da spettacolo, da slogan in prima pagina: “la green economy sarà il motore di sviluppo”. Cosa! Cosa invece sta avvenendo? Sta avvenendo che gli agricoltori oggi ci dicono che ha fatto bene la Regione, è stata la prima in Italia, a spendere tutti i fondi del piano di sviluppo rurale, ma quella è una sorta di bancomat, ci sono dei fondi messi dall'Unione europea, tu hai il codice giusto, il bando, e se non sbagli la domanda prendi i soldi. Quella è una funzione dispensatrice, distributrice di fondi. Gli agricoltori hanno invece detto un'altra cosa, hanno detto che serve iniziativa politica, entusiasmo, passione, fantasia, perché questo settore ha bisogno di essere riconvertito.
Noi non possiamo competere sul piano della quantità e non possiamo neanche competere sul piano dei prezzi, perché anche il pomodoro arriva ormai dalla Cina e costa meno. Dobbiamo attrezzarci per competere sul piano della qualità e della cultura. Se è vero che dobbiamo far diventare questa nostra regione una sorta di regione modello per quanto riguarda lo sviluppo, ma non uno sviluppo solo economico e qualsiasi, bensì uno sviluppo integrale nuovo, che sia rispettoso dell'ambiente, che sia rispettoso della qualità della vita, qualità che non si misura solo con il Pil attuale. Guardate che la Barilla, che non è sicuramente comunista, è una multinazionale della pasta, si è domandata come si può continuare in questa crisi economica finanziaria a stabilire il prodotto interno lordo solo con parametri economici. Ha allora realizzato uno studio, e lo ha prodotto, sul benessere, sullo star bene delle persone, su quanto e come le persone sono disposte ad investire nel proprio futuro sul lavoro, su quanto esse percepiscono il paesaggio, l'ambiente dove sono state accolte quando vengono alla vita, l'ambiente dove moriranno.
Dunque è di questo che hanno parlato i nostri agricoltori, non di altro, ed hanno parlato della possibilità e della necessità di attrezzarsi per incrementare il reddito, affinché questa regione diventi sempre più attrattiva.
Allora  ecco perchè il Consigliere Bucciarelli in Commissione agricoltura dice che non dobbiamo perdere una occasione per spendere foss'anche un euro sull'educazione alimentare. E come risponde? “Sì, hai ragione,siamo d'accordo, però non è il momento”!
I nostri cittadini non conoscono i nostri prodotti. Non li conoscono! Non si rendono conto che dietro ad ogni bottiglia, ad ogni confezione, ad ogni insaccato, ad ogni forma di formaggio c'è una storia, una cultura, c'è lavoro. Non lo sanno perché nessuno glielo dice. Ecco dunque il ruolo che può svolgere la politica.
Si parlava di inventare però poi non abbiamo vicino le banche, il mondo del credito non aiuta l'agricoltura,  non c'è una risposta dei soggetti del territorio; un esempio: quello di un sindaco che recupera una coltivazione nel proprio territorio. C'è una misura del Piano di sviluppo rurale che agevola la coltivazione della visciola di Cantiano? C'è una misura che partendo dalla Regione coinvolge la Provincia e i Comuni per favorire la conoscenza,  quindi la commercializzazione,  quindi il consumo di un dato prodotto? Non esiste, non c'è la politica! E' questo che manca. E' più facile gestire il consenso che fare scelte impegnative. Questo è quanto appare osservando il comportamento dell'Assessorato regionale!
Siamo una delle regioni prime per la produzione del biologico, ed io non voglio mettere gli agricoltori gli uni contro gli altri, sono per la democrazia, c'è chi continua a coltivare tradizionalmente e c'è chi coltiva biologico; però non c'è un'educazione, un'informazione sulle nostre produzioni biologiche che potrebbero rappresentare il valore aggiunto delle Marche, quale regione del benessere. Le nostre massaie, i nostri bambini questi prodotti non li conoscono! Chi ha avuto l'esperienza di organizzare iniziative e lezioni di educazione alimentare, per esempio, in collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche, giustamente citata, sa che gli insegnanti non conoscono i nostri prodotti, non conoscono la differenza tra un olio di sansa e un olio extravergine d'oliva e allora, come fanno a trasmettere emozioni, sensazioni, capacità, dati, parametri di benessere se essi stessi non li conoscono? E qual è allora la responsabilità di chi vuole, non amministrare, ma governare una regione e il suo sviluppo? Ecco, è tutto qui, ripeto ,manca la politica!
Dov'è la difesa del creato se quando contattiamo le organizzazioni agricole ad esempio per la legge sull'attività venatoria ci viene detto: “ noi comprendiamo – ecco che torna la cultura della democrazia dei nostri agricoltori –, è giusto che ci siano i cacciatori, perché anche l'attività venatoria deve essere svolta, ma perché sul nostro territorio preferite agevolare un hobby anziché un'attività ancestrale?”.
Quando parliamo del piano casa come facciamo a dire tuteliamo il paesaggio e poi permettiamo un ampliamento del  30%- 40%  dalle case agricole, e addirittura mettiamo le mani sulle zone a protezione integrale, manomettendo così il nostro territorio ed il paesaggio che rappresenta il frutto di secoli di lavoro!
Quando parliamo di commercio; come facciamo ad autorizzare continuamente grandi centri commerciali mentre chiudono quei piccoli negozi che erano punto di riferimento sociale, culturale, storico, di coesione sociale, dei nostri centri storici, dei nostri borghi!
L'agricoltura è anche questo, ma Assessore, l'azione di governo, rispetto a questi temi non viene avvertita, non viene percepita. Perché se è vero che sono mesi che gli agricoltori sono in mobilitazione ed hanno chiesto di essere ascoltati evidentemente c'è carenza di rapporto.
E pesa anche l'assenza di Coldiretti. Il Consigliere Trenta ha chiesto perché non c'è. Io sono stato uno di quelli che alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari ha detto che dovevamo invitare tutti poi chi viene viene, perché tutti siamo utili e nessuno è indispensabile, però credo che vada accolta la richiesta fatta dalle associazioni, ossia quella di organizzare una conferenza agricola vera, partecipata dagli agricoltori, quindi prepariamola bene, anzi, preparatela bene, ne avete tutti gli strumenti. Ma che sia una conferenza agricola vera, partecipate dai produttori soprattutto e non solo da dipendenti e funzionari dell'Assessorato all'Agricoltura, che progetti un altro sviluppo per questa nostra regione. Quando saranno finiti – e sono finiti – i fondi del piano di sviluppo rurale, occorrerà dare prospettiva per la riconversione. E dalla quale emerga un piano, un altro progetto politico per l'agricoltura che sia unificante degli agricoltori, che ci faccia vedere qui tutte e quattro le organizzazioni agricole, per confrontarsi e decidere insieme dell'attività primaria.
E' di questo che c'è bisogno, non di bandierine, c'è bisogno di tenere unito il mondo agricolo, non magari di parlare pubblicamente con una parte e in privato con l'altra, oppure con una telefonata  organizzare iniziative e sedute di Giunta regionale a casa del presidente di un'organizzazione. Il Presidente può convocare la Giunta dove vuole, però deve trattare tutti in egual modo. Tutti uguali! Credo che sul piano istituzionale, il rispetto delle istituzioni vuole che se si realizza un'iniziativa a casa di un Presidente di una organizzazione agricola dobbiamo farla da tutte le altre. Altrimenti saremmo parziali, di parte e non saremmo credibili.
Su questa strada i Comunisti staranno molto attenti, io molto umilmente lo sono da sempre, continueremo ad avere rapporti con il mondo agricolo, perché è vero che sono mille le cose possibili da fare, daremo il nostro contributo ogniqualvolta ci sarà chiesto, voteremo a favore quando riterremo che le misure proposte andranno a favore di tutto del mondo agricolo - perché quando si parla del mondo agricolo si parla del mondo in generale – ma sicuramente saremo fermamente contrari a tutte quelle logiche amministrative che ci vengono proposte e che oggi sembrano guidare questo Governo regionale".

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