E’ scontata la nostra vicinanza e solidarietà ai lavoratori della Fincantieri, di Ancona e non solo, massacrati da un piano industriale che prevede la chiusura di due stabilimenti su otto in Italia (mentre il gruppo compra cantieri all’estero) e la cancellazione di quasi un terzo dei posti di lavoro, oltre ad altre “amenità” che vanno dalla restrizione degli spazi di democrazia sindacale alla torsione dei tempi di vita e di lavoro alle esigenze aziendali, per semplificare una sorta di riproposizione del modello Marchionne. E bene fanno questi lavoratori a portare la loro rabbia e la loro indignazione sotto la sede della Regione Marche. E’ infatti arrivato il momento perché la Giunta e la maggioranza neocentrista che governano la regione mostrino, dopo le tante parole spese e gli impegni formalmente assunti, che cosa sanno e possono fare a sostegno dell’occupazione nel cantiere navale anconetano. Questo tempo è adesso affinchè, evitata la chiusura definitiva e totale dell’impianto, non si debba assistere ad una drammatica decimazione della forza lavoro che vi è occupata. I progetti e le proposte che in questi mesi sono venuti dai lavoratori e dalle loro organizzazioni sindacali debbono ora trovare la forza della condivisione e del sostegno, anche economico, degli enti territoriali - ed in primis della Regione – così da diventare più credibili e spendibili al tavolo con l’azienda ed il Governo nazionale, su questa vicenda finora silenzioso e distratto.
Raffaele Bucciarelli
Presidente del Gruppo consiliare regionale
Federazione della Sinistra (PdCI-PRC)
Presidente del Gruppo consiliare regionale
Federazione della Sinistra (PdCI-PRC)

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