Nella
ex Zona Territoriale 5 di Jesi l'Unita
Multidisciplinare per l'Età Evolutiva
non può operare appieno perchè non è stata ancora sostituita la
neuropsichiatra infantile. Se la Sanità pubblica non funziona è ovvio che le
famiglie sono costrette a rivolgersi al privato. Pagando. Cioè chi ha i soldi
si cura, per altri forse. E' un servizio importantissimo quello dell'UMEE che
riguarda molti alunni e studenti con difficoltà psico-fisiche che hanno bisogno
di diagnosi tempestive e precise e di essere poi seguiti a scuola e a volte anche
a casa. Una direzione attenta ai problemi del territorio non dovrebbe
permettere dei vuoti operativi in settori così importanti. Ma qual'è l'imput
che i dirigenti ricevono? Un dubbio sorge spontaneo: non vorrei che, per
qualcuno, la città di Jesi debba pagare in termini di servizi sanitari la sua
“diversità politica”, e nemmeno che la ex Zona territoriale n. 5 venga
considerata tanto obbediente e ossequiosa da permettere qualunque scelta che la
penalizzi. E' legittimo pensare questo, considerando cos'è avvenuto con
oncologia, cardiologia, per non parlare dell'Ospedale Modello che non credo
proprio sarà ultimato entro l'anno come promesso in continuazione dal “Gotha”
del PD.
Raffaele
Bucciarelli

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