martedì 6 dicembre 2011

COLDIRETTI MARCHE: DIFENDERE IL MADE IN MARCHE DAI FALSI DI STATO, OGGI IL VOTO IN CONSIGLIO REGIONALE

Contro i “falsi di Stato” che danneggiano il made in Marche a tavola,  l’Assemblea legislativa è stata chiamata oggi a pronunciarsi. Su iniziativa di Coldiretti, il presidente Vittoriano Solazzi ha inserito nel calendario dei lavori un ordine del giorno che impegna l’assemblea ad adottare provvedimenti contro il fenomeno dell’italian sounding, la produzione di cibo che richiama il made in Italy ma che di Italy e di made non ha proprio nulla, senza contenere di fatto un grammo di prodotto italiano. Una delegazione della Coldiretti regionale ha preso parte ai lavori, con il sostegno di Legambiente, Wwf, Italia Nostra, Adiconsum, Adoc, Federconsumatori, Abusbef, Symbola, Slow Food, Cgil, Uil. Noi li abbiamo incontrati e ascoltato le loro impressioni sulla mattinata. “In un momento in cui lo Stato richiede grandi sacrifici ai cittadini come al mondo produttivo – denuncia il presidente di Coldiretti Marche, Giannalberto Luzi - è assurdo che si vada a finanziare con soldi pubblici la delocalizzazione dell’agroalimentare, facendola passare per internazionalizzazione e producendo all’estero salumi e formaggio pecorino che richiamano il tricolore”. Il riferimento è al caso Simest, la società partecipata dal Ministero dello Sviluppo economico che sostiene la produzione in Romania di formaggi di pecora venduti con marchi che richiamano al Made in Italy come Dolce Vita e Pecorino, mentre con il Gruppo Parmacotto ha stretto un accordo per la promozione di salumi “italiani” fatti però negli Stati Uniti. In questo modo si blocca pericolosamente ogni potenzialità di crescita delle imprese italiane a causa della “saturazione” del mercato con prodotti che richiamano qualità italiane senza essere di origine nazionale, impedendo ai consumatori di effettuare una corretta comparazione. Coldiretti ha espresso sulla mattinata in consiglio un parere “parzialmente positivo”, positivo perché l’Assemblea ha accolto il documento e deliberato a favore, parzialmente perché aver sostituito la parola documento con sollecitazione, denota secondo Coldiretti, un segnale di debolezza da parte della politica. Coldiretti tiene a precisare che non si tratta più solo di una organizzazione nazionale ma di una vera e propria forza sociale, poiché il documento è stato firmato da oltre 12 associazione anche non agricole, che condividono le posizioni della Coldiretti e hanno a cuore l’interesse del paese.

Ambra Ruggeri
collaboratrice del Presidente Raffaele Bucciarelli
Gruppo consiliare regionale
Federazione della Sinistra (PdCI-PRC)



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