Al Presidente
dell'Assemblea
legislativa
delle Marche
L’Assemblea legislativa delle Marche
atteso che
la società API ha annunciato in
sede di trattativa sindacale l’intenzione di cessare a partire dal 1 gennaio
2013 e per l’intero anno le attività di raffinazione dei prodotti petroliferi
presso la raffineria di Falconara M.ma e, conseguentemente, di aprire le
procedure per il ricorso agli ammortizzatori sociali per gran parte dei
lavoratori impiegati presso l’impianto falconarese;
considerato che
le organizzazioni sindacali
manifestano fortissimi timori in merito al futuro della raffineria, anche
successivamente al periodo di fermo succitato, a fronte di un sostanziale
diniego della proprietà a voler definire i termini temporali e le modalità
della ripresa delle attività di raffinazione;
valutato che
l’operazione annunciata dall’API
coinvolge anche centinaia di lavoratori delle ditte appaltatrici, da sempre
impegnate all’interno della raffineria nei lavori di ordinaria e straordinaria
manutenzione;
richiamati
i propri atti - con i quali si è
cercato nel corso del tempo di sviluppare accordi con una azienda che esercita
attività ad altissimo impatto ambientale e che è stata, anche nel recente
passato, protagonista di incidenti rilevanti e ha prodotto in più occasioni
situazioni di rischio, ingenerando
fondati timori e preoccupazioni nella popolazione residente – in cui la
ricerca di una contemperazione tra le esigenze produttive dell’azienda e la
conseguente salvaguardia dei livelli occupazionali, da un lato, e la tutela
dell’ambiente e della salute dei cittadini, dall’altro, sono stati i fili
conduttori dell’azione amministrativa svolta dell’Assemblea legislativa;
richiamati in
particolare
-
la discussione e gli atti relativi all’impianto
di rigassificazione progettato dall’API, oggetto di dibattito assembleare
neppure un anno fa, con particolare rilievo per quanto dichiarato allora dal
Presidente della Giunta regionale Gian Mario Spacca in merito agli impegni
assunti dall’azienda in termini di mantenimento ed eventuale implementazione
decennale dei livelli occupazionali, di investimenti, di utilizzo delle aziende
locali nelle operazioni di fornitura, costruzione e manutenzione degli impianti
al fine di salvaguardare l’occupazione dell’indotto;
-
i contenuti della DGR 977 del 6 luglio 2011
avente ad oggetto “Schema di accordo tra Regione Marche e Gruppo API – Intesa
nel procedimento di autorizzazione relativo al terminale off-shore di
rigassificazione GNL di Falconara Marittima.” in cui sono stati codificati e
calendarizzati gli impegni di cui alla summenzionata comunicazione del
Presidente della Giunta regionale all'Assemblea legislativa e dove è
testualmente scritto “La
Regione si riserva di revocare l'intesa in caso di mancato
rispetto dell'accordo da parte del Gruppo API, nonché di espletare ogni altra
azione conseguente al fine di tutelare l'interesse della regione al rispetto
dell'accordo.”;
ricordato infine che
l’accordo sottoscritto meno di un
anno fa consente alla Regione di entrare nella compagine della società di
gestione dell’impianto di rigassificazione con una quota significativa;
reputato che
l’iniziativa annunciata dalla
società API SpA in merito alla sospensione “sine die” delle attività di
raffinazione ed all’inevitabile conseguente ricorso agli ammortizzatori sociali
per la gran parte dei lavoratori impiegati presso l’impianto di Falconara M.ma
rappresenti una vera e propria disdetta da parte aziendale degli accordi
sottoscritti a luglio 2011 con la Regione Marche
impegna la Giunta regionale
a porre in essere tutte le
iniziative al fine di richiamare l’API al rispetto degli accordi sottoscritti
con la Regione
e, se del caso, ad attivarsi, presso le sedi competenti, al fine di giungere
all’annullamento dell’intesa sull’impianto di rigassificazione siglata a luglio
dello scorso anno a fronte del mancato rispetto
da parte dell’azienda degli accordi sottoscritti in termini di
mantenimento dei livelli occupazionali e di investimenti.
Il Consigliere regionale
Raffaele Bucciarelli

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