mercoledì 26 settembre 2012

COMUNICATO Partito dei Comunisti Italiani Comitato Regionale Marche Segreteria Regionale


La Segreteria Regionale del Partito dei Comunisti Italiani delle Marche esprime profondo sdegno rispetto alla operazione politica del governo Monti relativa alla soppressione delle province ed al taglio dei servizi sui territori che ne rappresenta l'inevitabile corollario.
Risparmiare sulla spesa pubblica partendo dal riordino delle Province (sopravviverebbero soltanto le più grandi e le più piccole sarebbero costrette coattivamente ad essere unificate con le limitrofe), rappresenta un vero e proprio attacco allo stato sociale ed ai diritti dei meno abbienti che su quei territori risiedono.
Innanzitutto le province più piccole, spesso già sofferenti a livello di trasferimento di finanza derivata dalle Regioni e dallo Stato, sarebbero costrette ad essere unificate con altre province parimenti deficitarie. Insomma tali province, costrette all'accorpamento per poter sopravvivere, rappresenterebbero con l'unificazione,la somma di due enti locali che non potrebbe più garantire una qualità dei servizi alla persona.
Se poi aggiungiamo che con l'attuazione dello sciagurato disegno federalista, che i comunisti hanno sempre avversato, i trasferimenti dai livelli superiori (Stato ed Regioni) verranno gravemente ridotti, e le province dovranno divenire autosufficienti a li vello di reperimento di risorse, si intende bene come le piccole province costrette all'accorpamento diventino province di serie B rispetto alle altre.
Gli ultimi episodi di comuni che intendono passare con altre province e regioni più ricche (basti notare il recente passaggio alla Regione Emilia Romagna di diversi comuni dell'entroterra pesarese) si intensificherebbero al fine di passare con territori meno disagiati economicamente, facendo così entrare in un circolo vizioso le province più povere che andrebbero verso il default.
I comunisti italiani sono anche fortemente preoccupati dall'entrata in vigore dei decreti legge che tagliano 500 milioni di € per il 2012 i fondi per le province (e di 1 milione di € per il 2013) mettendo in serio pericolo l'apertura dell'imminente anno scolastico, considerando tali tagli non in consumi intermedi aggredibili ma in veri e propri servizi agli studenti.
Il PdCI esprime al contempo un forte dissenso per la nuova modalità di elezione dei rappresentanti dei territori delle Province (delle poche che sopravviveranno) in quanto l'abolizione delle elezioni dirette dei consiglieri provinciali depotenzia il diritto dei cittadini di scegliere direttamente i propri rappresentanti.
Infatti, la Legge 214/2011 prevede l'elezione di secondo grado dei consiglieri provinciali da parte dei consiglieri comunali e dei Sindaci nonché la riduzione a pochi eletti delle assise consiliari provinciali.
Tale riforma è involutiva in quanto oltre a deprivare il popolo dalla possibilità di scelta dei propri rappresentanti, favorirà certamente i partiti maggiori, gli unici che potranno avere rappresentanti negli enti intermedi delle province in un disegno che è antidemocratico e plebiscitario.
I comunisti italiani delle Marche impegnano tutto il partito nelle istituzioni dove ha rappresentanti (comuni, province e Regione Marche) e nelle piazze per costruire un disegno alternativo a quello del governo Monti che oltre a non risolvere la crisi, con le misure adottate dal suo insediamento ad oggi sta anzi peggiorando le condizioni di vita dei lavoratori e delle masse.

NO ALLO SMANTELLAMENTO DELLO STATO SOCIALE, NO ALLA CHIUSURA DELLE PROVINCE, NO ALLA CHIUSURA DELLE SCUOLE.

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