lunedì 8 ottobre 2012

Intervento in merito alla “proposta di tagli ai costi della politica” avanzata dai Presidenti Spacca e Solazzi nella seduta del Consiglio regionale del 2 ottobre 2012

Raffaele BUCCIARELLI: "Ho ascoltato con molta attenzione, Presidente Spacca, la sua comunicazione e le sarei grato se anche lei ascoltasse non solo il mio intervento ma anche quello degli altri Capigruppo. Ha ragione lei, questa è una discussione che deve avvenire in Consiglio regionale perché questo è il luogo della rappresentanza, il luogo della democrazia dove vanno prese le decisioni più importanti.
Credo che nel merito di quello che lei ha detto ci sia da discutere e lo farò, però innanzitutto c'è una questione di metodo da affrontare.
Dopo quarant'anni dall' istituzione delle Regioni, i loro Presidenti e  non “Governatori” perché in Italia non esiste la figura del Governatore, si riuniscono e decidono di non rivolgersi ai Consigli regionali per discutere un problema importantissimo e grave, come quello di cui stiamo discutendo, ma decidono di abdicare al loro ruolo e di chiedere al Governo, addirittura, un decreto-legge affinché imponga alle Regioni, che essi rappresentano, delle scelte drastiche sui cosiddetti costi della politica. Qui c’è la prima, credo, anomalia.
Non svolgono il ruolo di rappresentanti dei cittadini, non svolgono il ruolo di rappresentanti dei Consigli regionali e quindi della democrazia, ma svolgono quasi il ruolo di notai, con il tentativo di apparire come nuovi e vergini in una Italia che si avvia, sempre di più, quasi a desiderare l'uomo forte. Chiedono al Governo, di porre sanzioni, notate bene, quindi c'è anche la dichiarazione implicita della incapacità dei partiti che essi rappresentano di riformare la politica, di riformare il funzionamento delle istituzioni.
Quindi c’è non solo la giustificazione ma l'appoggio all'ondata di anti-politica che sta emergendo nel Paese, come se la fiducia persa dipendesse da scelte tecniche quali: ridurre il numero dei Consiglieri, degli Assessori, il numero delle Province, delle Regioni e dei Comuni.
Io credo che la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nei partiti sia un processo che vada costruito giorno dopo giorno, con gli atti, con la partecipazione, con la capacità di ascoltare, con la capacità di obbligare le istituzioni, questo dovrebbero fare i partiti, a selezionare, se volete, anche la classe dirigente. Saper ascoltare i problemi che emergono dal territorio per affrontarli democraticamente, ad esempio qui abbiamo dei Comitati che si sono formati perché questa Regione non ha saputo ascoltare il territorio su un tema importante come quello dell'energia.
La democrazia è un processo, non è data una volta per sempre e la fiducia nelle istituzioni e nei partiti non si recupera tout court, cercando di passare per i primi della classe, per i più virtuosi o per i più bravi.
Per troppo tempo noi abbiamo assistito anche nelle Marche a comunicati stampa, interviste, interventi pubblici, dove la Giunta era virtuosa e il Consiglio spendaccione, dove la Giunta funzionava e il Consiglio perdeva tempo ed era il luogo dove non si decideva. Quante volte, colleghi Capigruppo, con i Consiglieri di maggioranza e di minoranza abbiamo detto non era possibile andare avanti così e che ci voleva rispetto tra i vari livelli. Dobbiamo avere rispetto e io sarei stato contento, Presidente Spacca, come credo tutti i Capigruppo, di contribuire con lei a definire la posizione delle Marche alla Conferenza delle Regioni. Probabilmente se lei ci avesse ascoltato prima, nelle sedi dovute, con il rispetto che si deve al Consiglio, avremmo maturato una decisione più democratica, forse non unanime ma sicuramente più democratica.
Oggi viene vissuta per quello che è, questa decisione, questa richiesta al Governo, ai potenti, al Governo dei tecnici che risponde alle banche in un momento di crisi in cui si arricchisce la speculazione finanziaria ma si impoveriscono i lavoratori, i pensionati e si taglia la democrazia perché è questo ciò che sta avvenendo. Chiedete a questo Governo di intervenire per moralizzare il paese e cosa c'è di più amorale di chi siede al Governo, taglia le pensioni, rinvia l'età pensionabile e guadagna milioni di euro all'anno per interessi sulle azioni che possiedono anche le banche? Non è amoralità questa?
Noi dobbiamo tirarci fuori da questo fango Presidente, non possiamo far parte del coro perché ne abbiamo le caratteristiche, e ne abbiamo anche la forza se è vero com'è vero che i dati del "Sole 24 ore", che non è un giornale comunista, dicono che siamo i più virtuosi. Dobbiamo far valere la nostra diversità e proporre questo metodo di operare anche altrove, altrimenti noi cadremmo nell’errore, che non è un errore, ma una strategia, un progetto politico che è quello di tagliare la democrazia.
Si è cominciato con i tagli ai trasferimenti statali ai Comuni, si tagliano le Province, adesso si attaccano le Regioni e poi si torna ancora alle Province. Guardate l'attacco principale è agli eletti, e allora Presidente, voglio ricordare che per eleggere un Consigliere del suo partito di riferimento sono stati necessari 14.000 voti, per eleggere il sottoscritto sono stati necessari 27.975 elettori.
La democrazia non si realizza con i decreti, la democrazia si realizza facendo contare i cittadini, e non è accettabile, che i grandi che rubano in altre Regioni facciano pagare ai piccoli sui territori, è inaccettabile!!
La democrazia va difesa, non va solo costruita tutti i giorni ma va anche difesa, e tanto più è forte la democrazia quanto più vengono rispettate le minoranze, tutte!
Questi di cui si parla sono i costi della democrazia e della politica ecco perché noi siamo contrari alle proposte fatte. Una cosa è un Gruppo consiliare, che può anche essere di una persona, diretta espressione della volontà del popolo, degli elettori, altra cosa sono Gruppi nati per motivazioni politiche, di partito le più svariate. Non possiamo permettere di far passare l'idea di fare di tutta un'erba un fascio. Non è così! Per fiducia e credibilità quello che ci riguarda, noi difenderemo le nostre prerogative sapendo che si può recuperare. Anch'io quando vado in giro, colleghi Consiglieri, vengo attaccato sulle identità e i costi della politica, ma sapete cosa ho cominciato a fare? Faccio vedere il mio cedolino della indennità di carica, la diaria e dico a quegli elettori che mi attaccano di chiedere, a coloro che hanno eletto, di fare altrettanto e di dichiarare se hanno preso soldi da sponsor o quanto hanno speso per essere eletti, perché non siamo in tanti qua dentro ad essere eletti senza aver speso un centesimo di tasca propria. Il sottoscritto lo ha fatto. Questo è un fatto di democrazia, come il fatto che io dia il 50% dell'indennità di carica al mio partito, senza il quale non vivrebbe. Se muore un solo partito, la democrazia si impoverisce e su questo terreno noi comunisti sappiamo dove si comincia ma non sappiamo mai dove si finisce, anzi la storia ci insegna e ci dà esempi molto preoccupanti. Ecco quindi sul metodo e nel merito, signor Presidente!
Potrei fare un altro esempio calzante sulla credibilità, io sono stanco e nel prossimo Consiglio probabilmente presenterò una mozione di censura nei confronti dell’Assessore all’Ambiente, pur sapendo che non è una sua responsabilità, perché ad un Consigliere regionale si nega il diritto di conoscere cosa avviene in questa Regione. Lo sapete tutti ormai, ho presentato un'interrogazione il 25 maggio, non ho risposta, Presidente, lei è responsabile anche di quell’assessorato, lei nomina l'Assessore. Lei deve chiedere all'Assessore di far rispettare le regole, sono sei mesi che un Dirigente si rifiuta di rispondere, cosa ha da nascondere? La trasparenza, la fiducia, la credibilità, Presidente, passano anche attraverso queste cose.
Ci sono dei regolamenti che non vengono rispettati e siete i primi a non rispettarli. Io gliel'ho detto, le ho scritto signor Presidente, le ho scritto perché un funzionario mi ha chiesto di parlare a voce di queste cose, di persona, perché era preoccupato dal fatto che, secondo lui, conoscevo troppo la sua situazione patrimoniale. Ho mandato questa lettera anche a lei. Non ha risposto neanche lei. Allora dov'è  la democrazia, dov'è il rispetto per i Consiglire?
Se in futuro nelle Marche ci saranno dieci Consiglieri in meno essi avranno più forza, saranno più prepotenti, la realtà è che se non cambia il fare politica, la cultura, altre misure servono solo a chi realmente sta dominando. Qualcuno  potrebbe dire "difendete i vostri privilegi", come è stato scritto - probabilmente si è rotto un feeling,  tra la stampa e la Giunta regionale, i vostri “lauti guadagni”. Io non ho paura di questo, a diciott'anni ero emigrante in Svizzera in un a città ove in alcuni bar era scritto “vietato l'ingresso agli animali e agli italiani”, dove oggi si celebrano i vertici dell'economia mondiale, pensate se ho paura a tornare a vivere con la mia pensione. Ma difendere la democrazia è un dovere di tutti, non è di un partito, né solo dei comunisti. Noi non abbiamo solo il dovere di difendere le Marche, abbiamo il dovere di difendere, di contribuire a difendere la democrazia in Italia, e questo vale per tutti i Consiglieri e per lei Presidente, che potrebbe cominciare ascoltando di più i Consiglieri regionali sia di maggioranza che di minoranza."

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