Raffaele
BUCCIARELLI: "Ho
ascoltato con molta attenzione, Presidente Spacca, la sua comunicazione e le
sarei grato se anche lei ascoltasse non solo il mio intervento ma anche quello
degli altri Capigruppo. Ha ragione lei, questa è una discussione che deve avvenire in Consiglio regionale
perché questo è il luogo della rappresentanza, il luogo della democrazia dove
vanno prese le decisioni più importanti.
Credo che nel merito di quello che lei ha detto ci sia da discutere e lo farò,
però innanzitutto c'è una questione di metodo da affrontare.
Dopo quarant'anni dall' istituzione delle Regioni, i loro Presidenti e non “Governatori” perché in Italia non esiste
la figura del Governatore, si riuniscono e decidono di non rivolgersi ai
Consigli regionali per discutere un problema importantissimo e grave, come
quello di cui stiamo discutendo, ma decidono di abdicare al loro ruolo e di
chiedere al Governo, addirittura, un decreto-legge affinché imponga alle
Regioni, che essi rappresentano, delle scelte drastiche sui cosiddetti costi
della politica. Qui c’è la prima, credo, anomalia.
Non svolgono il ruolo di rappresentanti dei cittadini, non svolgono il ruolo di
rappresentanti dei Consigli regionali e quindi della democrazia, ma svolgono
quasi il ruolo di notai, con il tentativo di apparire come nuovi e vergini in
una Italia che si avvia, sempre di più, quasi a desiderare l'uomo forte.
Chiedono al Governo, di porre sanzioni, notate bene, quindi c'è anche la
dichiarazione implicita della incapacità dei partiti che essi rappresentano di
riformare la politica, di riformare il funzionamento delle istituzioni.
Quindi c’è non solo la giustificazione ma l'appoggio all'ondata di
anti-politica che sta emergendo nel Paese, come se la fiducia persa dipendesse
da scelte tecniche quali: ridurre il numero dei Consiglieri, degli Assessori,
il numero delle Province, delle Regioni e dei Comuni.
Io credo che la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nei partiti sia un
processo che vada costruito giorno dopo giorno, con gli atti, con la
partecipazione, con la capacità di ascoltare, con la capacità di obbligare le
istituzioni, questo dovrebbero fare i partiti, a selezionare, se volete, anche
la classe dirigente. Saper ascoltare i problemi che emergono dal territorio per
affrontarli democraticamente, ad esempio qui abbiamo dei Comitati che si sono
formati perché questa Regione non ha saputo ascoltare il territorio su un tema
importante come quello dell'energia.
La democrazia è un processo, non è data una volta per sempre e la fiducia nelle
istituzioni e nei partiti non si recupera tout court, cercando di passare per i
primi della classe, per i più virtuosi o per i più bravi.
Per troppo tempo noi abbiamo assistito anche nelle Marche a comunicati stampa,
interviste, interventi pubblici, dove la Giunta era virtuosa e il Consiglio
spendaccione, dove la Giunta funzionava e il Consiglio perdeva tempo ed era il
luogo dove non si decideva. Quante volte, colleghi Capigruppo, con i
Consiglieri di maggioranza e di minoranza abbiamo detto non era possibile
andare avanti così e che ci voleva rispetto tra i vari livelli. Dobbiamo avere rispetto e io sarei stato contento, Presidente Spacca, come
credo tutti i Capigruppo, di contribuire con lei a definire la posizione delle
Marche alla Conferenza delle Regioni. Probabilmente se lei ci avesse ascoltato
prima, nelle sedi dovute, con il rispetto che si deve al Consiglio, avremmo
maturato una decisione più democratica, forse non unanime ma sicuramente più
democratica.
Oggi viene vissuta per quello che è, questa decisione, questa richiesta al
Governo, ai potenti, al Governo dei tecnici che risponde alle banche in un
momento di crisi in cui si arricchisce la speculazione finanziaria ma si
impoveriscono i lavoratori, i pensionati e si taglia la democrazia perché è
questo ciò che sta avvenendo. Chiedete a questo Governo di intervenire per
moralizzare il paese e cosa c'è di più amorale di chi siede al Governo, taglia
le pensioni, rinvia l'età pensionabile e guadagna milioni di euro all'anno per
interessi sulle azioni che possiedono anche le banche? Non è amoralità questa?
Noi dobbiamo tirarci fuori da questo fango Presidente, non possiamo far parte
del coro perché ne abbiamo le caratteristiche, e ne abbiamo anche la forza se è
vero com'è vero che i dati del "Sole 24 ore", che non è un giornale
comunista, dicono che siamo i più virtuosi. Dobbiamo far valere la nostra
diversità e proporre questo metodo di operare anche altrove, altrimenti noi
cadremmo nell’errore, che non è un errore, ma una strategia, un progetto
politico che è quello di tagliare la democrazia.
Si è cominciato con i tagli ai trasferimenti statali ai Comuni, si tagliano le
Province, adesso si attaccano le Regioni e poi si torna ancora alle Province.
Guardate l'attacco principale è agli eletti, e allora Presidente, voglio
ricordare che per eleggere un Consigliere del suo partito di riferimento sono
stati necessari 14.000 voti, per eleggere il sottoscritto sono stati necessari
27.975 elettori.
La democrazia non si realizza con i decreti, la democrazia si realizza facendo
contare i cittadini, e non è accettabile, che i grandi che rubano in altre
Regioni facciano pagare ai piccoli sui territori, è inaccettabile!!
La democrazia va difesa, non va solo costruita tutti i giorni ma va anche
difesa, e tanto più è forte la democrazia quanto più vengono rispettate le
minoranze, tutte!
Questi di cui si parla sono i costi della democrazia e della politica ecco
perché noi siamo contrari alle proposte fatte. Una cosa è un Gruppo consiliare,
che può anche essere di una persona, diretta espressione della volontà del
popolo, degli elettori, altra cosa sono Gruppi nati per motivazioni politiche,
di partito le più svariate. Non possiamo permettere di far passare l'idea di fare di tutta un'erba un
fascio. Non è così! Per fiducia e credibilità quello che ci riguarda, noi
difenderemo le nostre prerogative sapendo che si può recuperare. Anch'io quando
vado in giro, colleghi Consiglieri, vengo attaccato sulle identità e i costi
della politica, ma sapete cosa ho cominciato a fare? Faccio vedere il mio
cedolino della indennità di carica, la diaria e dico a quegli elettori che mi
attaccano di chiedere, a coloro che hanno eletto, di fare altrettanto e di
dichiarare se hanno preso soldi da sponsor o quanto hanno speso per essere
eletti, perché non siamo in tanti qua dentro ad essere eletti senza aver speso
un centesimo di tasca propria. Il sottoscritto lo ha fatto. Questo è un fatto
di democrazia, come il fatto che io dia il 50% dell'indennità di carica al mio
partito, senza il quale non vivrebbe. Se muore un solo partito, la democrazia
si impoverisce e su questo terreno noi comunisti sappiamo dove si comincia ma
non sappiamo mai dove si finisce, anzi la storia ci insegna e ci dà esempi
molto preoccupanti. Ecco quindi sul metodo e nel merito, signor Presidente!
Potrei fare un altro esempio calzante sulla credibilità, io sono stanco e nel
prossimo Consiglio probabilmente presenterò una mozione di censura nei
confronti dell’Assessore all’Ambiente, pur sapendo che non è una sua
responsabilità, perché ad un Consigliere regionale si nega il diritto di
conoscere cosa avviene in questa Regione. Lo sapete tutti ormai, ho presentato
un'interrogazione il 25 maggio, non ho risposta, Presidente, lei è responsabile
anche di quell’assessorato, lei nomina l'Assessore. Lei deve chiedere all'Assessore
di far rispettare le regole, sono sei mesi che un Dirigente si rifiuta di
rispondere, cosa ha da nascondere? La trasparenza, la fiducia, la credibilità,
Presidente, passano anche attraverso queste cose.
Ci sono dei regolamenti che non vengono rispettati e siete i primi a non
rispettarli. Io gliel'ho detto, le ho scritto signor Presidente, le ho scritto
perché un funzionario mi ha chiesto di parlare a voce di queste cose, di
persona, perché era preoccupato dal fatto che, secondo lui, conoscevo troppo la
sua situazione patrimoniale. Ho mandato questa lettera anche a lei. Non ha
risposto neanche lei. Allora dov'è la
democrazia, dov'è il rispetto per i Consiglire?
Se in futuro nelle Marche ci saranno dieci Consiglieri in meno essi avranno più
forza, saranno più prepotenti, la realtà è che se non cambia il fare politica,
la cultura, altre misure servono solo a chi realmente sta dominando. Qualcuno potrebbe dire "difendete i
vostri privilegi", come è stato scritto - probabilmente si è rotto un
feeling, tra la stampa e la Giunta
regionale, i vostri “lauti guadagni”. Io non ho paura di questo, a diciott'anni
ero emigrante in Svizzera in un a città ove in alcuni bar era scritto “vietato
l'ingresso agli animali e agli italiani”, dove oggi si celebrano i vertici
dell'economia mondiale, pensate se ho paura a tornare a vivere con la mia
pensione. Ma difendere la democrazia è un dovere di tutti, non è di un partito, né solo
dei comunisti. Noi non abbiamo solo il dovere di difendere le Marche, abbiamo il dovere di
difendere, di contribuire a difendere la democrazia in Italia, e questo vale
per tutti i Consiglieri e per lei Presidente, che potrebbe cominciare
ascoltando di più i Consiglieri regionali sia di maggioranza che di minoranza."

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