giovedì 19 settembre 2013

Altro che sanità virtuosa!

L'arresto del Primario di Pediatria degli Ospedali di Pesaro e Fano, aldilà del merito della specifica vicenda che sarà affrontato nelle opportune sedi giudiziarie, getta un'ombra sull'intera sanità regionale. E' evidente infatti che comportamenti simili a quelli di cui viene accusato il medico in questione, non possono non ripercuotersi sulle attività delle strutture ospedaliere e sulla loro organizzazione. E' infatti purtroppo noto, e frequentemente sperimentato dai cittadini, come per l'accesso a determinate strutture e prestazioni sia indispensabile “transitare” dallo studio privato di certi primari, passaggio che garantisce il superamento delle liste di attesa, spesso aldilà dell'urgenza della prestazione. O come determinati interventi chirurgici e attività diagnostiche per cui in regime di convenzione si devono attendere mesi e mesi, siano perfettamente fattibili nel giro di poche settimane o addirittura poche giorni nelle medesime strutture se effettuati a pagamento (le cosiddette attività “intramoenia”).  E' una stortura che piega l'intero sistema dell'organizzazione sanitaria regionale e crea una ingiustizia profonda tra cittadini, costringendo inoltre questi ultimi spesso a rivolgersi fuori dal territorio regionale per ottenere gratuitamente quelle prestazioni a cui nelle Marche non avrebbero accesso se non dopo attese interminabili e creando quindi  un aggravio dei costi della sanità regionale, tenuta  a rimborsare alle strutture extraregionali l'importo delle prestazioni rese. Ora al danno creato da questa spesso spropositata attività professionale intramuraria, si aggiunge la beffa del mancato versamento alla struttura di riferimento delle cifre di sua spettanza. Sarà un caso singolo o forse sarebbe bene che l'Assessore regionale e i vertici dell'ASUR approfondissero l'intera questione?

                                                    

                                                   Raffaele Bucciarelli

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