martedì 19 giugno 2012

Comunicato stampa


In sede di approvazione del Piano socio-sanitario siamo stati facili profeti: questa organizzazione della sanità impoverisce i territori dei loro servizi mentre le Aziende ospedaliere si trasformano in “idrovore” che drenano ingentissime risorse. Ciò che oggi si paventa per l'Ospedale di Jesi rientra pienamente in questo quadro generale che, è bene ricordare, è stato approvato da tutti i Consiglieri regionali del Partito Democratico, senza eccezione alcuna.
La denuncia dei sindacati ha reali e fondate motivazioni o almeno così pare, dato che nessun Consigliere regionale ha ad oggi la disponibilità delle informazioni dettagliate in merito ai piani delle singole aree vaste. Su questo modo di operare del Governo regionale, ad essere generosi poco trasparente e democratico, tutta la maggioranza tace e solo con grandi difficoltà le minoranze consiliari trovano i modi e gli spazi per far sentire la loro voce. La situazione nazionale è indubbiamente quella che conosciamo e bisogna razionalizzare e riorganizzare, ma per adesso di certo ci sono solamente la spesa di circa 3, 5 milioni di euro per la sede dell'Area Vasta nr. 2 a Fabriano ed i quasi 5 milioni di euro all'anno che la Regione spende per i vari affitti in capo alla sanità regionale. Su questo meraviglia la “distrazione” dei Consiglieri regionali di maggioranza che non solo non dicono nulla ma che spesso cercano visibilità personale con iniziative localistiche o stravaganti proposte sui tagli ai costi della politica.

Ancona, 19 giugno 2012


Raffaele Bucciarelli

martedì 12 giugno 2012

Mozione sulla situazione della raffineria API di Falconara M.ma.


Al Presidente
dell'Assemblea legislativa
delle Marche


L’Assemblea legislativa delle Marche

atteso che

la società API ha annunciato in sede di trattativa sindacale l’intenzione di cessare a partire dal 1 gennaio 2013 e per l’intero anno le attività di raffinazione dei prodotti petroliferi presso la raffineria di Falconara M.ma e, conseguentemente, di aprire le procedure per il ricorso agli ammortizzatori sociali per gran parte dei lavoratori impiegati presso l’impianto falconarese;

considerato che

le organizzazioni sindacali manifestano fortissimi timori in merito al futuro della raffineria, anche successivamente al periodo di fermo succitato, a fronte di un sostanziale diniego della proprietà a voler definire i termini temporali e le modalità della ripresa delle attività di raffinazione;

valutato che

l’operazione annunciata dall’API coinvolge anche centinaia di lavoratori delle ditte appaltatrici, da sempre impegnate all’interno della raffineria nei lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione;

richiamati

i propri atti - con i quali si è cercato nel corso del tempo di sviluppare accordi con una azienda che esercita attività ad altissimo impatto ambientale e che è stata, anche nel recente passato, protagonista di incidenti rilevanti e ha prodotto in più occasioni situazioni di rischio, ingenerando  fondati timori e preoccupazioni nella popolazione residente – in cui la ricerca di una contemperazione tra le esigenze produttive dell’azienda e la conseguente salvaguardia dei livelli occupazionali, da un lato, e la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, dall’altro, sono stati i fili conduttori dell’azione amministrativa svolta dell’Assemblea legislativa;
richiamati in particolare

-        la discussione e gli atti relativi all’impianto di rigassificazione progettato dall’API, oggetto di dibattito assembleare neppure un anno fa, con particolare rilievo per quanto dichiarato allora dal Presidente della Giunta regionale Gian Mario Spacca in merito agli impegni assunti dall’azienda in termini di mantenimento ed eventuale implementazione decennale dei livelli occupazionali, di investimenti, di utilizzo delle aziende locali nelle operazioni di fornitura, costruzione e manutenzione degli impianti al fine di salvaguardare l’occupazione dell’indotto;
-        i contenuti della DGR 977 del 6 luglio 2011 avente ad oggetto “Schema di accordo tra Regione Marche e Gruppo API – Intesa nel procedimento di autorizzazione relativo al terminale off-shore di rigassificazione GNL di Falconara Marittima.” in cui sono stati codificati e calendarizzati gli impegni di cui alla summenzionata comunicazione del Presidente della Giunta regionale all'Assemblea legislativa e dove è testualmente scritto “La Regione si riserva di revocare l'intesa in caso di mancato rispetto dell'accordo da parte del Gruppo API, nonché di espletare ogni altra azione conseguente al fine di tutelare l'interesse della regione al rispetto dell'accordo.”;

ricordato infine che

l’accordo sottoscritto meno di un anno fa consente alla Regione di entrare nella compagine della società di gestione dell’impianto di rigassificazione con una quota significativa;

reputato che

l’iniziativa annunciata dalla società API SpA in merito alla sospensione “sine die” delle attività di raffinazione ed all’inevitabile conseguente ricorso agli ammortizzatori sociali per la gran parte dei lavoratori impiegati presso l’impianto di Falconara M.ma rappresenti una vera e propria disdetta da parte aziendale degli accordi sottoscritti a luglio 2011 con la Regione Marche

impegna la Giunta regionale

a porre in essere tutte le iniziative al fine di richiamare l’API al rispetto degli accordi sottoscritti con la Regione e, se del caso, ad attivarsi, presso le sedi competenti, al fine di giungere all’annullamento dell’intesa sull’impianto di rigassificazione siglata a luglio dello scorso anno a fronte del mancato rispetto  da parte dell’azienda degli accordi sottoscritti in termini di mantenimento dei livelli occupazionali e di investimenti.

                    Il Consigliere regionale
                   
                        Raffaele Bucciarelli

lunedì 4 giugno 2012

Interrogazione a risposta orale urgente in merito alla mancanza di copertura assicurativa dell'ASUR per la responsabilità civile per danni a terzi e alle richieste di risarcimento


Il sottoscritto Consigliere regionale

vista

la risposta fornita in data 29 maggio u.s. dalla Giunta regionale alla propria precedente interrogazione n. 341,nella quale veniva dichiarato che “per l'anno 2011 e sino ad oggi l'Azienda non dispone di polizza assicurativa e la copertura RC per i danni eventualmente cagionati a terzi...è assicurata direttamente dall'ASUR.”;

ricordato che

sino al 2010 la copertura assicurativa per i rischi summenzionati era garantita da una polizza  stipulata a seguito di un approfondito studio del rischio clinico, realizzato nel 2006 in collaborazione tra ASUR ed una società specializzata del settore, che aveva portato a una mappatura  puntuale del rischio nonché ad una razionalizzazione del portafoglio assicurativo dell'ASUR e al quale era stata data ampia risonanza sulla stampa anche nazionale;

ricordato inoltre che

la gara per la copertura del servizio assicurativo di cui trattasi, indetta con la Determina del Direttore generale dell'ASUR n. 213 del 23 febbraio 2010, è stata sucessivamente dichiarata deserta ed è stata avviata ai sensi dell'art. 57 del D.Lgs 163/2006 la procedura negoziata (Determina 461/ASURDG del 12/05/2010), che non ha dato risultati soddisfacenti, tantochè con la Determina 985/ASURDG del 09/11/2010 si è stabilito di “dichiarare contraria all'interesse dell'ASUR...la prosecuzione della procedura negoziale avviata...astenendosi dal porre in essere ulteriori attività negoziali, in relazione alla completa assenza di presupposti sia sotto il profilo tecnico/qualitativo, sia sotto il profilo della congruità e compatibilità economica”;
atteso che

al punto 2 della succitata Determina 985/ASURDG viene stabilito “di riservarsi l'elaborazione di nuove ipotesi di gestione del servizio in parola, previo approfondimento di possibili progetti alternativi, secondo quanto indicato nel documento istruttorio” che, a sua volta, recita testualmente “Preso atto dell'andamento del mercato così come espressosi nelle offerte pervenute, appare necessario prendere in esame ed approfondire nuove e diverse ipotesi, che non escludano la strutturazione di un nuovo progetto gestionale interno, che preveda congrue e ponderate fasce di autoassicurazione, gestione diretta dei sinistri e dei contenziosi, oltre che attive dinamiche di gestione del rischio clinico, intraprendendo percorsi già avviati da altre Regioni italiane come la Toscana ed il Piemonte.”

interroga il Presidente della Giunta regionale per conoscere

1- quale seguito abbiano avuto le decisioni assunte dalla Direzione generale dell'ASUR al punto 2 della Determina 985/ASURDG del 9 novembre 201, così come esplicitate nel documento istruttorio della medesima;
2- l'ammontare complessivo e per sinistro delle richieste di risarcimento danni avanzate all'ASUR dal 1 gennaio 2011 ad oggi per i danni a terzi privi di copertura assicurativa;
3- l'ammontare delle somme ad oggi liquidate.


                                                                                                          Raffaele Bucciarelli